domenica 23 luglio 2017

I santi sono importanti, ma Dio lo è di più.


L'uomo non si accontenta mai delle parole di Dio, e con il suo pensiero crede e pensa di dire meglio di Dio.









Premessa, il testo nell'immagine è di S.Francesco d'Assisi, che non confondiate.

Ho risposto a questo documento così: L'esempio del cadavere è certamente efficace, c'è solo un problema che il cadavere per la sua condizione nemmeno pensa, ne parla, ne prega, ne agisce. Se lei Don Davide si butta giù da una rupe per quanto alta o bassa che sia, penso che si lagnerà quando arriva in fondo, se vivo? Penso proprio di si, proprio perchè vivo! 

Secondo il mio punto di vista è un ragionare estremista, noi non siamo cadaveri, perchè questo ragionare non tiene conto della condizione umana, non tiene conto del vivere quotidiano, ne tiene conto che ogni soggetto è diverso dall'altro, si poteva benissimo esprimere gli stessi concetti che Francesco vuole indicare, in altro modo, senza estremizzare con l'uso di un cadavere.

Perchè finché siamo vivi non siamo cadaveri, ritengo che il testo per certi versi è un po sprezzante, paragonare l'essere vivente ad un cadavere. Non so se Cristo avesse usato questi termini per descrivere la vera umiltà e l'obbedienza, a lui, non credo!!!


Da un utente "Chi è l'uomo che osa lamentarsi delle decisioni divine?" non possiamo essere certi che questo sia un pensiero che viene da Dio, o dalla mente di S. Francesco; devo ricordare cosa disse il cherubino a S.Agostino, a proposito del pensiero umano.(leggere link)


Fa testo proprio questo discorso di S.Agostino, l'evento dell'angelo ha fatto capire a tutti che non sempre i santi parlano per bocca di Dio, anzi spesso parlano per loro decisione e volontà, pensando di interpretare correttamente il pensiero divino, e l'angelo mandato da Dio, precisa che il santo, era in errore, dimostrando che buona parte delle sue parole erano solo sue. Dunque come può un essere umano dipanare e capire se quelle parole sono del Santo o Dio? Non è facile se il santo non ha la lungimiranza e la correttezza di separare i pensieri suoi dalle parole di dio, spesso i santi non lo facevano mai, per cui tutti si mescolava e tutto poteva sembrare pensiero di Dio, proprio queste parole del Cherubino attestano questa verità.


Ora vediamo la parola di Gesù che direi essere assolutamente più di qualsiasi santo mai esistito su questa terra, da quando essa è nata, spero che siate d'accordo con me, è ovvio che sia così, se noi tutti lo consideriamo Dio e Figlio di Dio.


Cosa dice Gesù in riferimento a chi meriterà il regno dei cieli?

Non parla forse sei bambini, degli innocenti, dei più piccoli, facendo proprio l'esempio prendendo un bambino e ponendolo in mezzo all'assemblea, non dice forse che se non si diventa come loro, non si meriterà il regno dei cieli? Certo è così. 

Ma allora dovremo anche porci alcune domane, importanti per capire come meritarci questo regno dei cieli.

E queste scaturiscono dall'essere bambini, visto che l'esempio lo ha fatto con un bambino.

Non si può scegliere un adulto umile, semplice, ecc, perché tecnicamente è differente da un bambino, bisogna stare con l'esempio di Gesù per capire il motivo, e questo si cela proprio nella natura stessa dei bambini, da ciò potremo capire esattamente la natura stessa del discorso di Cristo.

Prima facciamo un analisi; chi sono i bambini?

Guardiamo sotto l'ottica psicologica, vediamone i pregi e i difetti, ed osserviamo bene il loro comportamento, chi ha dei bambini ben sa cosa sono e cosa pensano, osservandoli nella loro naturalezza si capiscono molte cose. 


Un bambino si presenta a noi, come un piccolo essere spesso molto vivace, curioso e gioioso, si rattrista e piange solo quando si fa male o ha male, ma per il resto è un essere totalmente distaccato dalla realtà, quasi vive la sua giovane età in un limbo, in un mondo a se, il bambino non chiede molto, in termini di cose, vuole sole l'affetto da parte dei genitori e lo reclama, con diversi sistemi, il bambino è candido e lineare, semplicissimo nei suoi pensieri, si accontenta di quanto riceve, non pretende di più, si perde nelle piccole cose, ammira la natura e ne rimane estasiato, anche se non ne capisce ne comprende cosa siano, ma le ammira per quello che sono.


Ora potremo dire che il bambino è umile?
No, perché per capire cosa è l'umiltà ci vuole intelligenza, sapienza e sopratutto conoscenza di se. 


Potremo dire che il bambino è candido?
Si, perché è privo di malizia. 

Possiamo dire che un bambino è semplice?
Certamente che si, è una della maggiori prerogative del bambino l'essere semplice, ma questo cosa ci fa capire, che Cristo ci vuole semplici pure a noi, gli adulti spesso e volentieri perdono la loro semplicità a causa della malizia che entra dopo il secondo anno di vita, anche se ancora nel 4-6 anno il bambino fondamentalmente si mantiene con un buon candore.


Ma Cristo allora cosa ci sta dicendo, che ci vuole umili o come ci vuole?
Cristo non ci sta dicendo che dobbiamo essere umili, ma sopratutto che dobbiamo essere privi di malizia, perché l'essere privi di malizia, è essere anche umili, ma non si può essere solo umili e non privi di malizia, perché non si ottempera a quanto Cristo chiede, cioè essere candidi, in pratica immacolati. Ecco chi arriverà nel regno di Dio sono coloro che sono immacolati, puri e semplici. 

E quando un essere è semplice, non si pone migliaia di domande che non avrà risposta, se non che egli stesso la cerca, che è appunto discorso che fa l'angelo a S.Agostino, cerca di far capire al santo che il mistero di Dio lo deve trovare non negli elaborati meandri della mente adulta, ma nella semplicità disarmante di una bambino, non per nulla appare come un bambino. 

E' questo fondamentalmente quello che Gesù, dice agli apostoli che devono mantenersi candidi, puri e semplici perché è quello serve per arrivare nel Regno Eterno, il resto è una conseguenza di questo stato, non chiede a nessuno di elevarsi, non chiede a nessuno di ergersi, non chiede a nessuno di dire più di quanto lui stesso ha detto, ma certamente se l'uomo per la sua natura non comprende. Dio deve mandare qualche altro messaggero a dipanare la matassa non a complicarla, mentre vediamo che molti santi, dicevano e parlavano con il loro pensiero, non con la disarmante verità di Cristo, loro ragionavano da loro, lo dimostrò proprio S.Agostino. 

Anche il pensiero di S.Francesco d'Assisi, che è certamente valido ed efficace, anche se non proprio calzante, come ho scritto punta tutto verso l'umiltà e l'obbedienza ai superiori, perché fondamentalmente egli mirava al pontefice non a Dio più precisamente. 

Ma non ha colto il vero messaggio di Cristo che non ha chiesto l'umiltà ma la manza di malizia, che altro non è che la trave, togli la malizia togli tutti i peccati, non ha visto che l'importanza non sta tanto nell'umiltà quando l'essere candidi, puri privi di qualsiasi intenzione malevola, e assolutamente semplici, direi poveri di capacità quasi cognitiva, cioè, non stupidi, ma arrendevoli alla volontà di Dio, questo era realmente quello che Gesù chiedeva. 

Cioè permettere allo spirito di agire in voi, non di opporvi, proprio come fanno i bambini che assorbono tutto, come della spugne e si lasciano condurre dove si vuole. 

Il bambino si lascia modellare, l'adulto no, ecco il dunque, la conseguenza della semplicità è l'umiltà, una persona che non è semplice, non sarà mai umile. 

Quando i tuoi propositi sono nella perfetta verità tu sei candido, semplice e di conseguenza umile,, in pratica Cristo ci dice semplicemente che non c'è bisogno di imparare d'essere umile, c'è bisogno d'imparare ad essere semplice, e di seguire solo la verità, perché poi tutto il resto ne è una conseguenza, per cui non c'è bisogno che un altro essere umano cerchi di dipanare un concetto così semplice e disarmante, perché in realtà noi lo stiamo complicando facendo perdere a se stesso la semplicità. Molto spesso il tentativo di spiegare con le nostre capacità umane, concetti divini, ne rende complesso il capire il concetto stesso, e quindi si allontana quella semplicità che il concetto deve avere. 

La persona semplice rimane in un certo senso anche un po infantile, anche un po sprovveduta, anche un po fuori dal mondo, ma non per questo non è intelligente, non è umile, non è amorevole e tutto il resto, anzi lo è di più di tutti gli altri. 

Chi si circonda di apparenze, non è certo un semplice, chi vive di cose effimere il suo stato d'essere non è semplice, chi ambisce ad alte posizioni non è un semplice, chi mira alla carica non è un semplice, anche l'esprimere un concetto tentando di cogliere il pensiero di Cristo, ma esprimendolo secondo i propri canoni, è un pensiero di uno che semplice non è; tutte quelle condizioni che esaltano l'uomo verso il di più, lo classificano come chi non possiede la semplicità. 

S.Francesco ha colto solo una piccola parte del pensiero di Cristo, non ha inteso il vero senso che il parlare di Dio ha e aveva, si è soffermato alla superficie del problema, esaltando solo un'aspetto secondario che è l'umiltà, rispetto alla semplicità e la candore.

In pratica Cristo dice, ragionate in modo semplice, lineare senza la malizia nel cuore, e sarete tutto il resto, quindi umili, candidi, gioiosi misericordiosi, etc.


Vi faccio un esempio che mia madre mi ricorda ogni tanto..fa ridere, ma era la verità.

Siamo al mare io avrà avuto 4 anni; poco più in la vi è una signora che ha dei bei denti bianchissimi, la vedo che armeggia con la bocca, ma senza capire cosa fa, passa un ragazzo che vende cocco, questo gli dice: “ che bei denti bianchi che hai” ma il modo in cui lo ha detto, probabilmente a me ha suonato strano, e la signora imbarazzata non sapeva come rispondere al che io sono uscito con una battutina da bambino, e dico “ma la signora ha la dentiera, per quello sono così bianchi”, mi mamma è scoppiata a ridere, questa poveretta si è vergognata terribilmente, sottolineando sue aspetti, uno che era vero, l'altro che la signora era poco intelligente. 


Per farvi capire i bambini sono candidi dicono quello che vedono e pensano, fuori dai denti non hanno mezze misure, e parlano anche quando la verità fa male, ecco cosa intende dire Cristo, siate candidi cioè dovete sempre dire la verità perché questa vi renderà liberi. Invece molto spesso gli adulti crescono e convivono con una montagna di menzogne, anche se non sono così dannose per la vita sociale, ne che fanno male a nessuno, ma non sono la verità. Quindi la semplicità deve essere la prima cosa più importante di tutte, perché l'essere semplice porta la persona a non mentire mai. 


Quindi la verità è il fulcro di tutto. 

Ecco perché Gesù dice di se, Io sono la Verità, per queste ragioni, in Lui non c'è malizia, quindi la sua semplicità è disarmante, e ovviamente il suo candore è assoluto, per cui la sua umiltà e perfetta, ecc.. 


Un altra cosa, nessun uomo vivo, può dirsi pienamente nella verità, ne può essere la verità, solo Cristo è la verità, per cui tutti noi bramiamo la verità, ma nessuno di noi lo è. Poi ovviamente ci sono diversi livelli di verità. Da quella più bassa che è quasi una menzogna ad una più elevata che è una quasi totale verità, quasi però. Tra i vivi in terra non esiste nessuno che sia verità assoluta. Per esserlo, bisogna che un uomo nasca senza peccato originale e per ora gli unici due, esseri senza peccato, sono Cristo e sua Madre. 


Cosa intendo dire con questa espressione?

“L'uomo non si accontenta mai delle parole di Dio, e con il suo pensiero crede e pensa di dire meglio di Dio.”

Generalmente l'essere umano invece di semplificare la vita agli altri, la complica, cercando di rispondere al pensiero di Dio, con un suo pensiero il quale dimostra la non linearità dei suoi propositi. 

Noi uomini generalmente se non sondiamo e non vagliamo il pensiero di Dio in ogni modo cercando di capire e carpire i suoi segreti, non siamo contenti ne soddisfatti, per cui siamo all'eterna ricerca di capire cosa Dio volesse dirci, ed invece di rimanere sulle semplici parole di Dio, complichiamo la vita agli altri, che invece di seguire la semplicità nelle parole di Dio, seguono le parole complicate che noi poniamo pensando di essere meglio compresi dagli uomini, ma senza renderci conto che così facendo ci ergiamo sopra Dio. 








giovedì 20 luglio 2017

FEDE, CREDO

AVER FEDE




Farò un riassunto generale, visto che di questi concetti li ho già trattati.



Molti mi chiedo come si fa ad aver fede e come sia possibile acquistarla.
Intanto prima di tutto una persona che chieda di capire cosa sia la fede e come averne, ha già mosso un piccolo passa verso la fede stessa, perché il desiderio di comprendere cosa sia e capire se esiste un modo per conquistarla e farla crescere già dovrebbe dire alla persona , che essa stessa si èè posta sulla sua strada.

Prima di tutto il termine fede deriva dalla parola fiducia e fedeltà, in qualcuno cioè riporre il nostro credo in qualcuno, quando uno dei due ladroni sulle croce assieme a Gesù comprese che egli era Dio e figio Suo, credette cioè ebbe fiducia che Gesù fosse veramente chi Egli affermava essere, fondamentalemnte è questa la fede, poi ovviamente la fede si compone in diversi gradi, lo fa capire gesù stesso quando parla del granello di senape, che se la noatr fede è grande come un granello di quel seme, noi potremo spostare le montagne, me per ottenere quel tipo di fede, fifudia, feldetà e credo, bisogna aver una certezza tale che nessn dubbio deve sussistete in te, proprio nemmeno una virgola, cioè che il tuo credere deve essere assoluto, se ottempererai completamente a questa condizione, allora potrai far muovere monti e alberi e avrai accesso a qualsiasi miracolo, quindi ci vuole una ssoluta certezza di fede. Quando una persona inisiza i suoi discorsi ponendisi molti se, ma , forse, sarà così, o sarà colà, significa che essa non ha fede, quando una eprsona insinua nel prossimo il dubbio che sia realmente esiststo cristo significa che non solo non ha fede, ma vuole anche farla perdere achi ce l'ha.

Possiamo dire che la fede è un desiderio di appartenere totalmente profondamente a Dio, e che ci si lascia dirigere da lui, ascoltando, medintando le sue parole, e sopratutto ponendole in pratica, perché è mediante la pratica cioè le opere che l'uomo dimostra la sua fedeltà, il suo a Dio, a Cristo.
Per cui aldilà del concetto astratto di fede, ci vuole molto amore verso Dio, ci vuioe estrama fiducia nella sua parola e messaggio, serve una totale abnegazione verso di Lui, si deve dire ogni giorni si, anche se le cose vanno storto, e bisogna leggere in quei fatti infasti il lato positivo, cosa essi ti hanno insegnato e cosa essi anche nella sofferenza e nel male ti possono aver portato come insegnamento definitivo. Spesso la gente coglie il male solo sotto il suo aspetto di male, e non scorge il disegno di Do anche in esso, non vede quale sia il lato migliore che anche dai fatti infausti è celato. La sofferenza è fatta per far migliorare l'uomo, per farlo progredire non solo verso Dio, ma anche per aiutare noi a comprendere la stessa esistenza umana e non comettetere sempre gli stessi erorri, invece l'uomo si ripete continuamente, pare che abbia un tarlo inse che lo rode, e lo porta sempre ad essere e fare le stesse cose abitudinali, invece di imparare dai proprio errori e da quelli della società in cui vive e di quelle dle passato. Quindi la conquista delle fede è una vera impresa, una scalata che spesso è ripida e faticosa, ma tutto dipende molto dall'individuo e da quanto questo ha desiderio in se di raggiougere la vetta dove Dio risiede.



Ma Dio effettivamente dove abita?

Aldilà della collocazione spaziale o temporale, il luogo dove esso si trova in noi è il nostro cuore, la nostra anima, per cui non abbiamo bisogno di cercalo lontano da noi, in posti sconosciuti, ma dentro di noi, se consideriamo che quando creò Adamo, Dio infuse in esso il soffio del suo Spirito vitale, cioè trasmise una parte del suo spirito, a noi che ci rese vivi, pulsanti fatti di carne e sangue, è la vita che Dio ci ha donato, lo spirito che ci lega a Lui che ci rende suo figli, ma poi siamo sempre noi ad accettare questo dono, e a riportare questa vita che ci ha dato e riporna nella sue mani, se l'uomo comprende che tutto deve tornare chi lo ha generato, e fatto suo figlio, ripone in Dio il suo credo, poi deve solo mantenere elevato quel credo e progredire verso le vette di Dio, Egli infatti non priva nessuno delle sue meraviglie, non impedisce a anessuno di divenire anche santo, è quelloo che Dio vorrebbe che tutti lo fossimo, in un modo o nell'altro, come non tutti gli angeli hanno le stesse prerogative, ognuno secondo il suo nome o compito, così gli uomini, possiamo dire che è un Dio che ama la pluralità, la diversità nelle sue creature, infatti basta guardarci attorno la natura stessa, quanti fiori, piante frutti ed esseri viventi esistono e sussitono in questo piccolo mndo, un numero impressionante, quindi Dio ama la diversità, ama che ognuno esprima verso di lui con il suo intendere semplice o complesso il suo sentire, ma quello che gli interessa più di tutto, è che l'uomo viva questa dimensione di fede con grande trasporto, con semplicità e gioia, anche se alle volte anche nella sofferenza, cercando di capire e o disforzarsi a capire che tutto questo serve per esaltare Lui, per dar gloria a Lui come lo fece e ce lo insegba Gesù stesso, che venne al mondo per Glorificare il Padre,e portare avanti la sua Parola, per far della sua legge una ecrtezza e per correggere le storture che l'uomo aveva mutato nel corso della storia. Noi siamo qui per continuare e trasmettere non mutare non migliorare la parola di Cristo, perché è indubbio che l'uomo sarebbe tentantoo di superare anche Cristo, apportando un pensiero suo, quasi superiore a quello di Dio. Come Gesù disse “non sono venuto a portare una legge diversa ne a mutare i profeti, ma solo a portare a compimento la legge che il Padre mio vi ha già insegnato” questo fa capire che nulla può essere detto in più della legge che Dio lasciò ai profeti antichi, come Mosè e gli altri, non come avviene oggi che anche tra i santi, qualcuno tento di superare o afr evolvere qule pensiero iniziale, perché quella parola o verbo, fu posto così perché sia stabile fino alla fine dei tempi e chi tentasse di superare di dire o modificare quella legge pensando di miglioarla in una sorta di evoluzione verrà ribassato, perché Dio ha già previsto che epr noi quello è già il massimo, spesso irraggiungiubile.

Per cui la fede si acquista, mediante prima di tutto le opere, lo dice Gesù al ricco che gli chiede cosa deve fare per seguirlo o per arivare a Lui, “lascia tutto e vieni dietro a me” quanti d noi presi dalla nostra condizione di vita, seguono veramente queste parole, quasi nessuno siamo onesti, neppure chi è nella chiesa, perché dico neppure loro, perché la condizione di cui parla Gesù non è quella di abbandonare una realtà sociale per entrare in un altra che è un alternativa, ma semplicemente abbandonare qualsiasi realtà sociale, e accogliere il suo messaggio. Quand dice abbamndona tutto, significa che il danaro non deve ssere il tuo comapgno, invece si vede che quando l'uomo abbandona la famiglia e le sue ricchezze terrene nella società comune entra nella chiesa trove sempre quelle ricchezze, quel danaro, e allora cosa abbiamo capito, un bel niente che nemmeno la chiesa ottempera a quelle parole, neppure la chiesa veramente fa quel che Cristo disse. La parola di cristo non si applica solo verso il popolo e l'uomo di cihesa si senta escluso, no, signori, se l'uomo di Chiesa non da un santo esemprio applicando con perfezione la parola di cristo a che serve quella parola, ad ingannare il prossimo? Certo serve a quello, in pratica si sposta la ricchezza da una parte all'altra, ma la ricchezza rimane sempre nelle medesime mani. Gesù invece vuole che l'uomo l'abbandoni e che sia la società a prendersi cura di te, con la sua misericordia, con la pietà, non che tu esci dalla tua famiglia per consegnare le tue ricchezze ad una chiesa che invece di essere povera è l'istituzione più potente del mondo di oggi. Questa non è la chiesa di Dio, ne che sia essa sia cattolica ne che sia ortossosa, o altro. Gli apostoli avevano ben poco con loro, vivevano con le offerte e con poco, ma il magno già covava, per alterare i concetti i fiondamenti di cristo già esisteva e attedneva il tempo e il momento giusto per insinuare nella Chiesa che poi si costituì, pensieri diversi e parole diverse da quelle che Cristo aveva annunciato.

Quindi se io voglio credere in Cristo, se voglio seguirlo, se decido di abbandonare il mondo e dedicarmi alla sua causa, devo lasciare la mia ricchezza se ce l'ho, ai poveri, essere io a donarla liberamente a chi desidero e presentarmi al Signore Dio, pronto per intrapprendere la sua via.

Non come fa la Chiesa che prentende le tue ricchezze altrimenti non sa come ti mantiene, ora vi dico questo, Dio ha trovato un numero considerevole di santi anche nella società, fuori dalla chiesa, ci sono stati e sempre ci saranno persone mandate da Dio ad essere suoi portatori di Verità, fede, amore, ecc, che mai furono e mai saranno della chiesa, mai saranno sacerdoti nella chiesa, eppure Dio li ha resi anche più santi di coloro che sono nella chiesa, Dio li ha resi apostoli pur non essendo riconosciuti da questa chiesa, questo cosa ci fa capire che quando la chiesa costruita sulle sue richieste si oppone a Dio, Egli fa sorgere nuovi apostoli che sono senza ombra di dubbio combattuti da questa Chiesa, ma a Dio non interessa, anzi trasforma questa cosa, in un pregio verso costoro, per Dio queste sono cose da poco, a Lui interessa che costoro suppliscano alle mancheze di una chiesa, che non agisce come Egli volle, per cui tenta in tutti i modi di riequilibrare le mancanze di una chiesa che non si comporta come Egli stabilì ai suoi primi apostoli. Ecco perché fa sorgere profeti, apostoli e santi fuori di essa, spesso gente che rimane in umiltà nascosta, ma opererà sendo il loro buon cuore, molto spesso gli operatori di pace, come vengono chiamati oggi, sono molto più numerosi tra la popolazione che nella chiesa stessa. Dio però non vuole che costoro si appellino alla chiesa per essere da essa riconosciuti, non ha alcuen importanza che l'apostolo, il profeta evnga riconosciuto da essa, Dio vuole solo che l'uomo che a lui si affida totalmente si affidi a Lui e null'altro, chi invece cerca riconoscimento della chiesa non è spinto da Dio, ma se stesso, e mira ad ottenere il paluso della chiesa per scopi puramente economici, in costoro non sta Dio, sta un puro scopo di ottenere i favori e impedire che la chiesa stessa possa contrarli, invece è proprio questo il dunque, Dio preferisce che costoro siano anche constati, perché così vaglierà meglio gli uni e gli altri, ma questo ne la chiesa, ne l'uomo normale lo ha mai capito. Ni siamo sempre e sempre saremo provati, sia fuori che dentro le mura della chiesa.

Per cui per essere fedeli a Cristo, per credergli basta che ci muoviamo a pietà del mondo, che attuiamo nelle nostre piccole cose, la sua parola con il suo rigore e quanto Egli ci fa capire e comprendere, non seguendo nessun istrione o guro del momento, ma rimanendo fissi e fermi alle parole che Gesù il cristo di Dio ci ha dato e lasciato mediante i 12 apostoli, questo dobbiamo fare e nulla di più.

Un seguace di Dio può lavorare?

Certo che si, se non ha nessuno che lo mantenga, però non deve mirare a cercare danaro più di quanto non sia a lui necessario per una vita parca, dignitosa e senza vizi, cioè se l'uomo che si prefigge di seguire Cristo, non è coerente con il suo parlare, lì non c'è Dio, lì c'è mammona, c'è il maligno che si finge uomo di fede, molti profeti di oggi, nell'apparenza parlano bene, ma poi s'arrichiscono sfruttando la parola di Dio, o presenti messaggi che da Dio dovrebbero venire, e spesso non vengono, oggi è molto facile trovare falsi veggenti, perché la gente ha un gran bisogno di essere rassicurata, sentirsi protetta e che qualcuno le dica che Dio l'ama, che Dio c'è che Dio l'ascolta, queste cose non sono fede, dimostrano semmai, che gli esseri umani non credo in Dio, cercano una sicurezza e ripongono la loro fede e credo, non in Cristo, ma nell'uomo e qui Gesù cosa ci dice ancora a tal proposito: “ maledetto l'uomo che confida nell'uomo” Gesù decide di maledire non solo coloro che ripongono fde in altri, ma anche chi gliela induce, cioè coloro che attira a se l'attenzione e il credo della gente, ecco perché io non voglio che la gente sappia chi sono per non farsi che la gente ti creda chi non sei, anche se lo fossi, ma il credo va a Dio e solo Dio va adorato e amato, non il profeta, che è solo uno strumento della potenza e della gloria di Dio, proprio per non cadere in questo peccato, perché la gente che manca di spirito, e che va alla disperata ricerca di tutto, ti trasforma in chi tu non sei, e accentra su di te, la sua convinzione che tu sia più di quello che sei realmente, che dipende da te, la loro salvezza, e ti vedono per quello che non sei, per cui il peccato che spessissimo l'uomo fa è proprio questo, riporre la propria fiducia e il proprio credo negli uomini, e dimenticarsi quasi di Dio, tenerlo come una seconda istanza, è no, Dio prima e l'uomo semmai dopo, sotto questo peccato ricadono anche altre cose, che stanno nella chiesa, esaltare l'uomo di Chiesa ha la stessa funzione, stravedere per l'uomo si ricade nello stesso giudizio, ecco eprchè cristo voleva una chesa umile, povera perché nessuno potesse dire tu mi devi miracolare, tu mi devi aiutare, e nò, non è così che funziona, se l'uom vuole il iracolo, lo deve meritare, con un atto di fede e riconoscere Dio solo in Dio, non vederlo in un uomo che non lo è.

Cosa voglio dire in definitiva che se l'uomo non rimane umile, e non ha in se lo Spirito del Signore, esso dimostrarà di voler altro, fama e danaro, di concentrare su se stesso e di esser visto come santo, quando non lo è e purtroppo al giorno d'oggi il protagoniscmo è una grande peccato. Celarsi, nascondersi, ed agire nel mondo con tanta umiltà ti rende veramente figlio di Dio, questo è ottemperare alla parola di Gesù. Non le frottole che anche l'uomo di chiesa ha inventato nel corso di 2000 anni, perché spesso essa stessa è stata ribelle a Dio, spostando l'attensione da Dio a se stessa, esaltando se stessa e i suoi appartenenti, mostrandosi ben poco umile e caritatevole, e anche il fatto di insegnare la aprola quasi giusta, ma non applicarla è un altra grande peccato, chi porta la parola di dio, non può tenere un piede in una scarpa diversa perché così gli fa comodo, questa è incoerenza e direi come disse Gesù: “ essere dei sepolcri imbiancati” Fuori belli e dentro pieni di ossa e putridi, non si può stare con Dio e anche con mammona, perché odierali l'uno e amarai l'altro, insomma la fede, il credo in Dio si vede anche in queste cose, poi qualcosa se ne viene fuori dicendo che n bisogna giudicare, ma questa è una bella scusa, applicare la parola di Dio in modo distorto per tacitare il mondo, per non serntirsi rimproverati da esso, ma dimenticandosi di proposito che gesù insegna il giusto giudizio e la correzzione santa, se Cristo insegna come si Giudica significa che noi possiamo usare questo giudizio che sia una correzzione, ma se chi lo riceve non lo ascolta è come un uomo che sentendo si finge sordo.

Dire come si arriva Gesù, è difficile perché ognuno ha un suo modo di comprendrere le cose, ed ognuno ha una sua via, c'è chi quasi l'ha infusa dalla sua nascita, c'è chi invece deve soffirere per arrivare ad essa, ma se in noi c'è la scintlla di Dio, esso ti porterà a divenire suo, in un modo o nell'altro, prima o dopo, o anche verso la fine della tua vita che può essere anche in un solo istante, come è il caso appunto del ladrone sulla croce con Gesù, che per tutta una vita non sapeva neppure chi fosse, ma volle credere che quell'uomo appeso a quella croce, era veramente il cristo di Dio e basto questo perché tutti i suoi peccati fossero rimessi, considerando che era un brigante, quindi un derelitto, e questo fa capire che Dio preferisce salvare i lonati che i vicini, quelli che non l'hanno mai conosciuto, anziché chi per una vita lo avuto, ma per suoi difetti e peccati si ès nbarrito da se, anche se ha fatto opere buone, si perché più tu sai e più diventa grande la tua possibilità di pederti, quindi chi meno sa e più ha la possibilità di salavrsi, per una questione di ognoranza, perché chi conosce la verità, la deve attuare nella massima perfezione perché la conosci, ma se tu non ce l'jhai in te, e nessuno te l'ha insegnata, allora Dio vede la tua buoan volontà di essere salvato e ti riconosce peccatore, per questo molto spesso all'inferno finiscono i preti, perché sapendo non sanno o non vogliono applicare la verità come Cristo la insegno.

Esistono i santi anche tra chi ha famiglia?

Certo che si, anche perchè il Signore ci ha detto in principio andate e moltiplicatevi, intendendo che dovevamo continuare la sua creazione ma nelle sua legge, non ribellandosi a lui. L'uomo ha sempre visto Dio come un padre dispotico, inceve questo è falso tutto quello che Lui ha fatto, lo ha generato per il nostro bene per la nostra evoluzione in tutti gli ambiti, essendo esso un Padre, ha agito come tale, come un qualsiasi padre terreno che ama i suo figli ma nella severità, e vuole da essi il loro miglior bene, sapendo quale sue il bene, ed essendo esso il principio di tutte le creazioni, vuole che noi abbiamo sempre il nostro sguardo diretto a Lui, anche perché giustamente essendo esso padre di tutto è giusto che sia così. Quindi i santi possono essere anche in una famiglia, se l'uomo o la donna, applicano la legge del Signore ocme egli l'ha scritta e la rispettano, portando questa egge alla conoscenza del mondo e quindi acquistando anime, che saranno il baglio o il biglietto o il tesero che nessun ladro può rubare e che la ruggine non consume. Per cui non solo ci sono santi nella loro singolarità, ma anche santi nella famiglia voluta solo e solamente come Dio la costituì in origine, altro non esiste per Dio, tant'è vero che Egli usa un termine alla nostra società che è alquanto antipatico, l'abominio, ma giusto per indicare cosa l'uomo deve evitare se vuole rimanere in Dio.

Dico questo perché nella nostra società pervesa vediamo crescere un lato maligno di noi, e gli uni si confondono con gli altri, gli uomini vanno con uomini, le donne con le donne, gli uomini o le donne con gli animali, molto più di quanto, non sia mai stato prima, in pratica la terra stessa sta diventa tutta Sodoma e Gomorrà e questo provocherà l'ira di Dio, ma quando ciò colpirà l'intera comunità della chiesa, la distruzione di questo mondo sarà prossima.

Quindi se un uomo decide di divenire di Dio, ci pensi bene, perché più cresce verso di Lui questo desiderio di appartenere a Dio, più il peccato lo assale, ma se cade e non riesce ad alzarsi più, più il rischio di pedersi è grande.

Il peccato e colui che lo sprona agisce non sui peccatori che lo sono già, ma solo su coloro che non lo sono o lo sono molto poco. Satana insegue sempre chi è santo e chi si prodica per il prossimo, la tentazione più grande è verso chi è santo, non verso chi non lo è. Per cui i santi soffro di più, ma ciò è connaturato con la loro sceltà e questo deve essere messo in camtiere come un evento normale e non eccezionale. Si perché Dio vuole le primizie non gli scarti, quindi per ottenere una primizia, questa deve essere vagliata continuamente, provata la fuoco vivo. Solo così un uomo che aspira ad essere santo lo sarà.
Si è santi solo nel momento in cui ci si avvicina alla natura di Cristo che era l'unico in terra oltre sua madre ad essere Immacolato.
Ovviamente nessun'uomo che sia santo, è mai stato immacolato, perché tutti i santi umani, hanno in se il peccato orginale.

Quindi pensate bene, ma pensate anche che vivendo per il mondo, poi non potrete chiedere la vita eterna e le pene di una dannazione nessuno uomo vivo le conosce, neppure i santi che possono aver visto o sentitio cosa sia questo inferno, perché dal mondo avrete avuto tutto, e altro non vi sarà dato. Se perderete voi stessi, nel mondo, otterete tutto ciò che sta sopra al mondo, cioè il regno eterno. Quindi non pensate ora di accumulare e vivere bene, o fingervi santi, per ingannare molti, meglio che proprio non siate nessuno, che rimaniate perfetti sconociuti ma l'importanti sono le vostre opere non agli occhi degli uomini per esserne omaggiati e onorati, ma nel nascodimento agli occhi di Dio, se troverete grazia presso Dio, avrete già un piede in paradiso.


Quindi la fede o credo si conquista con le opere, che sono sia opere fisiche, cioè dare al prossimo sostentamento in tutti i modi possibili, oppure psicoligiche andare a trovare gli ammalati, i carcerati, dare consioglio fare un prestito senza lucrare, ecc, oppure spirituali pregare per tutti, comprese le anime purganti, e anche l'insegnanento della parola santa è fondamentale cioè trasmettere il senso vero della verità.

In partica dove praticare la giustizia di Dio, e sottostare alla giustizia degli uomini senza ribellarvi ad essa, anche se essa è una tirannia.

Quindi distinguete l'uno dall'altro, ma se applicherete la legge di Dio che è sopra ad ogni legge umana, applicherete tutte le leggi umane, nessuno potrà venirvi a dire nulla.

In poche parole siate semplici.

Accetate la vita come viene, non siate ribelli ad essa, la sofferneza vi plasmerà, ma per divenire come stelle del cielo ed essere figli di Dio.


Chiunque non riconosce che Gesù è il figlio di Dio e Dio con Dio, non avrà la vita eterna, e ripeto chiaramente chiunque, per cui nessuna religione che è fuori di Cristo o si contrappone a Cristo o finge di essere di Cristo come quella che alcuni ortodossi e il vaticano stesso ha voluto far sorgere il NWO delle religioni, avrà e otterrà il regno di Dio, da qui possiamo capire quanti miliardi di persone finiranno all'inferno, per cui tutto si compirà quando tutto il mondo conoscerà il vangelo. Conoscere non significa divenirne partecipi ma solo conoscere il messaggio, ma la decisione finale spetta al singolo, non alle comunità. Quindi scegliete bene dove volete porvi, e siate coerenti con voi stessi. 

Oltretutto la fede non è costrizione, Dio non ama costringere nessuno, ci lascia liberi di salvarci o di dannarci sta solo a noi ogni decisione ma ci avverte, i sembra giusto.


domenica 16 luglio 2017

il 2018 sarà l'anno delle tempeste.



Quel che predissi per il 2015-2016-2017 è così è stato , vi dirò in anticipo per il 2018 sarà dunque l'anno delle tempeste, in tutti gli ambiti in tutti i sensi, non solo naturali ed inizierà prima del suo inizio amalgamandosi con l'anno del fuoco come dissi nel 2016 per il 2017.

Fuoco e acqua vanno sempre in accoppiamento, per cui l'anno del fuoco sarebbe stato anche quello dell'acqua, ed infatti sotto il punto di vista naturale, abbiamo avuto fuoco e acqua in tutti sensi.

Dire l'anno delle tempeste s'intende l'unione di tre elementi, aria, acqua, fuoco. Per fuoco s'intende anche i fulmini, non solo il caldo cocente, poi di tempeste ve ne saranno anche di altri generi. 

Se quest'anno abbiamo avuto quello che tutti vedono e assistono e non è ancora finita, il 2018 sarà assai peggiore, perchè per tempeste s'intendono anche quelle solari e/o spaziali e non ultime quelle spirituali ben peggiori di quelle terrene.
  
Ma la terra conserverà ancora il suo senso di tremare, quello mai si esaurisce e sempre persiste, solo che quando la natura in superficie impazzisce anche la terra ne risente.

L'uomo non capisce, non si ravvede ed anzi il suo cuore sarà ancora più duro e più confuso, più lontano, più perverso, si dimenticherà di Dio, perchè il maligno avrà ancora più potere, ma la volontà nell'uomo gli è lontana, per potersene liberare, la chiesa perderà la sua forza, rimarranno pochi agnelli buoni, ma saranno santi e perseguitati. 

Finché l'uomo non si sarà spaccato tutti i denti, non ci sarà nessun ritorno a Cristo e la caduta sarà ancora più rovinosa. 



giovedì 6 luglio 2017

Chi è il vero responsabile della nostra condizione?




I progenitori Adamo-Eva o Satana?

Satana in realtà è il vero ed unico responsabile di tutta la condizione che poi portò Adamo ed Eva a commettere quel peccato contro la decisione di Dio, e che li rese mortali, come Dio stesso disse loro quando gli comandò di non mangiare di quel frutto cioè di non far quel determinato peccato, perché avrebbero perso quella immortalità che avevano fin dalla loro creazione, ed infatti fu così. Da immortali divennero mortali e infatti si dice che vissero circa 1000 anni prima di trovare la loro morte. Non come la chiesa crede che sarebbero andati diritti in paradiso, lo dice proprio Dio, nel suo comando di non far quel peccato che ali avrebbe uccisi, intendendo con questo termine morire, che avrebbero persona la loro immortalità e così fu altrimenti pure noi saremo stati immortali, ma allora molto probabilmente nessuno di noi sarebbe mai esistito, perché effettivamente l'azione di Cristo per salvare l'essere umano dalla sua condizione mortale, non serviva.

Ma il vero responsabile di tutto questo è Satana, parte da lui, tutta la ribellione a Dio, è lui che ribellandosi al suo Dio, ha stravolto la creazione universale, e quell'immagine che Dio voleva darsi di un mondo e di un universo edificato nell'amore, invece con la rivolta di satana e la conseguente guerra dei cieli eterni, cioè nello spazio, universale, tutta la creazione ha subito una lacerante ferita, che ha contaminato tutto e tutto ha subito questa inversione negativa, venendo colpita dalla mancanza di immortalità, dopo il peccato di Satana una nuova condizione entrò nel universo creato, quella che tutto l'universo venne contaminato e perse la sua natura immortale, per cui divenne un universo dove le forze in gioco, sono crea e distruggi, così entrò in esso, il peccato, determinato dalla ribellione di Satana, che ha reso la creazione mortale, in pratica satana ha determinato la morte di tutte le cose. Solo Dio e gli spiriti erano fuori da questa logica di mortalità, ecco perché poi Dio impone ad Adamo di non mangiare quel frutto della disubbidienza, che portò effettivamente anche nel mondo il medesimo peccato che era già nell'universo, fatto da satana stesso, che voleva ergersi lui stesso a Dio, ecco perché poi Dio decise di inviare suo Figlio Cristo nella sua stessa creatura, plasmata e che diede vita lui stesso. Dopo la ribellione di Satana divenne indispensabile, recuperare l'intera creazione non solo della terra e dell'uomo ma di tutto il creato che era stato corrotto. Essendo che Dio ha il potere di vedere innanzi a se nei secoli cosa sarebbe avvenuto, ecco che ha innestato nel corso del tempo una modifica a questo, facendo nascere suo Figlio, su questo pianeta, sia per sconfiggere il peccato che satana stesso fece commettere ai progenitori, che vincere satana e riportare l'universo ad una condizione precedente, ma per far questo doveva far si che sangue del suo sangue, si immolasse e lavasse il peccato di uno spirito così elevato, come quello di satana al fine ultimo di recuperare l'intera creazione, quindi il sangue e la vita di Gesù non servì solo per lo scopo umano come noi crediamo, ma anche per uno scopo molto più vasto di quanto non possiamo immaginare, Cristo avrebbe sconfitto e ripreso il controllo dell'intero universo caduto nel peccato di Satana. Per cui il sangue di Cristo ha rigenerato l'universo visibile e lo ha riportato ad una dimensione di immortalità, che aveva prima della grande guerra dei cieli. Ovviamente Esso ha anche salvato chiunque avesse creduto in lui, e mediante lui, si sarebbe affondato alla misericordia di Dio. Non ha voluto salvare tutti incondizionatamente sarebbe stato troppo comodo, ha lasciato le sue norme per far capire che l'uomo avrebbe potuto salvarsi con i suoi metodi e sistemi, non più mediante il sangue di animali, ma mediante il suo sangue, sempre sangue è. Per cui la ritualità antica che uccidere l'animale innocente come la colomba, il capretto, era stata rimpiazzata dal sangue di Cristo stesso, anche se in forma simbolica.


Quindi satana è il vero ed unico responsabile della perdita della nostra immortalità, certamente molto più responsabile di Eva ed Adamo, dato che è lui che li ha tratti in inganno dicendo “certamente non morrete” , ma come detto, la morte non era riferita al corpo, ma alla perdita di immortalità. Adamo ed Eva diventano mortali, e quindi soggetti alle leggi della materia, che poi Dio abbia voluto preservarli da questa condizione è un altro discorso, ma realmente loro sono morti. 

mercoledì 28 giugno 2017

Padre, Figlio, il mistero.





Sabato 24 giugno 2017

Gesù: Io sono, il figlio del Dio vivente e sono il Padre.


Caro figlio oggi ti voglio rivelare un aspetto della mia identità molto importante.
Come tu ben sai fin ora ho portato avanti con te un metodo affinché tu possa capire e maturare bene tutti gli aspetti anche più profondi della mia deità, in modo tale che ti spaventassi innanzi alla verità tutta insieme, che per un essere umano è assai difficile da accettare, per cui ho scelto questo sistema per prepararti pian piano ad accettare la Verità vera e Santa.

Come tu ben sai e io dissi ai miei apostoli e sempre Io ho detto di essere il Padre e il Padre è in Me, ma allo stesso tempo ho detto anche di esserne il figlio, ovviamente voi non avete inteso e molta confusione si è fatta nel corso del tempo. Così vedo ora di spiegare affinché sia fatta chiarezza definitivamente.

Io sono fatto della stessa sostanza del Padre, perché provengo e sono generato da Lui ma non creato, mediante mia Madre Maria. Perché non creato, perché io a differenza vostra non sono stato cavato e plasmato con il materiale di questo mondo, non sono stato modellato per assomigliarci, quindi non sono creato, ma sono generato dal Padre mio Celeste, quindi sono suo figlio in senso genetico del termine, così voi capite bene.

Essendo io figlio del Padre come ho detto un giorno tornerò alla sua destra, come sono andato così tornerò, cioè riporterò il mio stato da spirituale a carnale(materiale) così ero in terra quando risorsi, carnale ma puro, quando tornerò riprenderò carne, così chi mi vedrà saprà che IO sono Dio con Dio.
Gl’increduli sapranno e duri di mente anche gli ostinati del mio stesso ovile capiranno, proprio coloro che tanto hanno bastonato i santi, da me mandati, per correggere i figli degli uomini.

Ma prima che Io nacqui in terra, ero via vivo presso il Padre Mio celeste, Io già esistevo, questo per voi vi è impossibile da capire, e sopratutto da accettare, eppure è così. Vi dissi, che vidi cadere Satana dal cielo, sulla terra, questo attesta che io prima che la voi fosse creati in principio Io ero già Figlio del Padre mio Celeste, assistetti anch'io alla sua ribellione, alla sua decisione insensata, ma come il Padre Mio, amiamo la libertà di ogni nostra creatura, non vogliamo obbligare nessuno a credere, ne a sottostare senza la propria volontà a Dio, amiamo fortemente che siano tutti a volerlo, e proviamo i nostri figli, anche con il martirio se è necessario come atto estremo, d’amore verso Dio. Vi proviamo ma non vi tentiamo, questo aspetto lo realizza il nemico, l’oppositore che in origine si oppose alla volontà di Dio, perché anch'esso si sentiva un Dio e voleva esserlo, un Dio sopra gli dei onnipotenti, un principe che il Padre mio concesse molto, tanto da farlo un principe, in se aveva un carattere di dominio e di oppressione voleva sempre emergere come il migliore, il più forte, il più grande, il più intelligente ed astuto, insomma voleva essere il primo tra i primi ed una volta superato e conquistata la vetta dei primi, tentò di superare anche il Padre mio Celeste, nel suo cuore da molto ambiva a sedersi sul Trono dell’onnipotente finché un giorno, portò il suo trono sopra a quello del Padre Mio, nulla valse tentar di farlo desistere, nulla servì, oramai il suo peccato lo aveva deciso e compiuto. Gli esseri immortali, non sono come voi, che potete decidere e cambiare idea con facilità, Noi ponderiamo molto bene il da farsi, e quando ci muoviamo conosciamo tutti gli aspetti del divenire e tutti i pro e i contro, per cui la sua scelta fu ben ponderata conosceva bene i rischi, ma nel suo orgoglio smisurato credeva che le schiere ad egli asservite fossero molte di più, ed invece all'improvviso alcuni ingannati si sono schierati ancora con Dio, per cui si venne a trovare in netta minoranza, ma la guerra fu devastante per molti, e molti perirono con lui, condannati da se stessi, dalle loro stesse azioni a vagare su questa terra per molto tempo, prima che il Padre Mio decise di crearvi.

Si vi ho detto a Noi, perché Io sono Figlio del Padre e padre a mia volta. Sono il Padre e sono un Padre. Per cui sono nato per volontà del Padre come aveva preannunciato a voi, perché sapeste che sarei nato in mezzo a voi, come uno di voi, mi sono fatto carne, mediante la Nostra/Mia stessa creatura, creata da Noi in principio durante la creazione di questo mondo.

Io sono il Padre ed il Padre è in Me, ma io siedo sul trono del Padre e verrò alla sua destra nel giorno del grande giudizio. Queste parole voi non le avete intese, ecco cosa significa essere il Padre e al tempo stesso essere figlio. Il Padre Re dei Re, Signore dei signori, ha 24 vegliardi i suoi generalissimi Re e Dei che si sono sottomessi volontariamente alla sua Potenza e Gloria, Egli è il Primo e sarà l’ultimo da sempre, il capo degli dei Onnipotenti, Io che sono suo Figlio incarnato nella creatura plasmata da Lui, ho 12 apostoli che resi i miei 12 fondamenti. Ognuno di noi è Padre sia nello spirito che nella carne, di esseri sia spirituali che carnali, IO e il Padre Mio, cioè Noi, siamo Padri di esseri spirituali, il Padre mio creò i suoi figli, altri spiriti come gli angeli di ogni forma e potere, così feci Io, sia nel Nostro regno eterno che in terra, mi creai 12 figli e molti altri spiritualmente miei figli, per ciò Io sono Padre. Sono Padre perché nel Padre provengo, cioè dal Padre Celeste sono venuto, carne della sua carne, spirito del suo spirito, generato ma non plasmato, ma al tempo stesso sono me stesso, figlio di Dio, per cui essendo Io nato nel tempo dell’origine, nel principio dei principi, nei cieli eterni, prima della mia nascita terrena, Io Sono il Padre e con il Padre vivo in eterno. Dissi chi vede me vede il Padre, perché Io sono immagine del Padre Celeste, perché vengo da Lui e sono in Lui e Lui in Me. Come in Me c’è anche la mia Madre Eterna e la Mia Madre terrena, perché Io sono la Trinità Dio. In Me vive il Padre, lo Spirito Santo e la Madre mia terrena, Io sono Loro e loro sono Me. Il Padre, mi ha incarnato nella sua creatura, mantenuta pura ed immacolata perché fosse Madre del Dio vivente.
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venerdì 23 giugno 2017

IMMACOLATO, IMMORTALE, ETERNO, MORTE E VITA


Quale correlazione c'è ?




Chi è immacolato può morire?


Immacolato/a deriva dalla parola puro, candido, bianco, incontaminato e anche perfetto, ma il suo senso si usa principalmente per indicare chi è senza macchia, riferito principalmente a chi è senza peccato. Nella religione il più alto esempio di tale espressione è la S.S.ma Vergine Maria, che è definita Immacolata perché senza macchia di peccato, per cui pura e santa.


L'essere senza peccato cosa comporta?
Che tecnicamente l'essere umano non ha in se il peccato, intenso non solo quelli generici, ma sopratutto quello definito originale. Quindi un soggetto che manca del peccato originale è detto immacolato, puro, casto, intoccabile dal peccato stesso.


Ora cosa è il peccato?
È un atto che determina un azione malevola, atta a danneggiare o se stessi o altri soggetti. Per cui l'azione del peccato rimane nel soggetto che l'ha promosso, e contamina questo soggetto, almeno dal punto di vista spirituale, e il peccato chi lo crea e chi lo gestisce? Sotto l'ottica spirituale esso è di appannaggio di entità chiamata maligno, che ne è il gestore principale, cioè colui non che genera il peccato, ma che lo conduce ed infatti lo definiamo anche tentatore, cioè spinge l'essere umano a peccare, cioè a far un azione contraria al bene comune o proprio.


Può il peccato comportare un deperimento a livello fisico?
Si. L'azione del peccare, cioè del lasciarci tentare dal maligno o da una volontà propria di far del male, parte prima di tutto nella psiche dove si genera il peccato, cioè nel pensiero che non è altro che un desiderio di male, rivolto sopratutto verso gli altri, qui si genera la volontà del peccare, e il peccato viene poi promosso ed attuato sia mediante la parola, che mediante le azioni.
Ma il peccato in se stesso, dopo che è stato compiuto cosa lascia in noi?
Abbiamo almeno due stadi, il primo il lasciarsi tentare, il secondo l'attuare il peccato, nei quali subiamo dei cambiamenti, anche chimici, in noi stessi, vi è la soppressione di alcune sostanze, e l'attivazione di altre che portano in noi dei cambiamenti biochimici, atti a farci reagire in modo tale da produrre un certo effetto di male, si scatenano in noi aumenti esponenziali di diverse sostanze, tra cui alcuni tipi di ormoni che inducono eccessi e che se il peccato diviene abitudinario, queste sostanze in aumento continuo, possono determinare veri problemi fisici, e creare squilibri nell'organismo, tanto da creare anche malattie inguaribili o vere psicosi. Quindi i possono determinare sia le situazioni di depressione che di aggressività, tutto sta in relazione al genere di peccato che si è meditato compiere. In definitiva, il peccato di per se stesso, genera a lungo andare delle malattie nelle persone che molto peccano. Generalmente le malattie sono correlate al genere di peccato che essa esercita per la maggiore.

Ora se si è senza peccato, significa che il tuo organismo non si ammalerà mai, o per lo meno non di malattie derivanti da peccato.
Può un organismo che non ha peccato, o è privo di questo, ammalarsi? No!




Può un organismo che è immacolato morire?
La risposta che ne viene spontanea potrebbe essere, no, ad un soggetto poco attento.
Però se i progenitori che inizialmente erano senza peccato originale, essi potevano morire? Si.
Per cui cosa comprendiamo con questo?. Che l'essere senza peccato non centra nulla con l'essere immortale, sono due cose diverse.
Lo comprendiamo proprio dai progenitori, il fatto che nell'Eden ci fossero due alberi, uno definito del bene e del male e l'altro delle vita eterna, ci fa capire che essi non erano immortali, ma mortali, perché Dio ha detto “non permettiamo loro di mangiare anche dell'albero della vita eterna perché non diventino immortali,” per cui essi erano mortali, ma inizialmente immacolati. Poi persero la loro caratteristica distintiva e divennero peccatori. Ma rimasero mortali.

Per cui l'atto di essere immacolati non centra con l'essere immortali, sono due cose diverse.
Anche satana e i demoni sono in sostanza immortali, perché esistenti per sempre, ma nel peccato.
Di conseguenza abbiamo che l'immortalità ha due aspetti contrapposti, nell'assenza del peccato, cioè nella presenza di purezza, e nella presenza di peccato.

Quindi immortalità non è sinonimo di purezza, ne di candore. Non centra nulla.

L'azione dell'essere immacolato ha però un suo scopo, quello di permettere allo spirito, cioè l'anima di congiungersi facilmente con lo spirito di Dio, e divenirne parte integrale, cioè un tutt'uno, in senso costante del termine, un essere immacolato fin dalla sua nascita indica che nessun azione maligna può svolgersi in esso, cioè che il maligno come entità non lo può intaccare in nessuno modo, ma esso stesso non è neppure portato ad essere peccatore. Perché l'essere immacolato significa essere santo. Quindi chi giunge ad essere santo o fa atti di santità pur non essendo perfettamente e costantemente tale, significa che entra ed esce da questo stato di immacolatezza. Perché per essere perfettamente immacolati si dovrebbe essere simili a Gesù Cristo e a sua Madre, cosa assai difficile per un essere umano, se non impossibile, per le nostre caratteristiche.

Ora se il corpo di Gesù fosse stato in terra immortale il suo corpo non sarebbe morto in croce, neppure dopo milioni di frustate o percosse, però era immacolato, condizione necessaria per far risorgere il corpo. Perché essendo che il suo corpo era fuso con lo Spirito Santo e la natura stessa del Padre Suo, esso manteneva in se stesso, il potere di rigenerarsi, cioè di riportare in vita il corpo stesso, proprio grazie al fatto che era immacolato, privo di qualsiasi genere di peccato, che potesse anche lontanamente intaccare il corpo. L'incorruttibilità del suo corpo, si manifestò mediante i prodigi che da Vivo faceva e mediante il suo sangue. L'essere immacolati conduce con facilità lo Spirito Santo da un essere ad un altro o mediante le proprie intenzioni per quello che si desidera. Quindi la condizione di essere immacolati è necessaria per compiere i miracoli, verso gli altri.

Oltretutto la sofferenza genera un grado più elevato di purezza, per cui si diventa come super-immacolati, questo fa sì che ogni atto sprigioni una potenza molto maggiore, per cui Gesù è risorto poco dopo esser stato deposto, nella tomba. La sua resurrezione è avvenuta per effetto del suo stesso spirito, che ha rigenerato tutto il corpo, cioè lo ha riportato in vita, ad una condizione di perfezione del corpo totale, ma anche lo ha trasformato incorruttibile ed intoccabile quindi in una parola sola immortale. Come tutti gli esseri immortali possono prendere qualsiasi forma corporea, ma rimanendo immortali. Quando Gesù si mostrerà agli apostoli e loro lo toccano esso è vivo carne e ossa ma al tempo stesso è immortale, e può rendersi invisibile quando vuole.


Cos'è l'immortalità?
E' una condizione tipica degli esseri superiori, non ci appartiene, noi esseri umani non siamo immortali, abbiamo corpi mortali, anche se dal punto di vista spirituale possediamo uno spirito che è immortale.

Il termine immortale, indica un soggetto che non può deperire, che non muta nel tempo, che il tempo non fa mutare il suo essere nel momento che questo è stato determinato, cioè l'essere creato nel tempo dell'immortalità non muta più, rimane quello che è che si è determinato; ma il tempo ha una sua variazione un suo evolversi, almeno nel nostro contiguo temporale, cioè nel nostro spazio tempo, per cui, per essere, un essere immortale esso deve possedere in se stesso, la chiave della non mutazione cioè della non trasformazione, ne dell'invecchiamento, pur rimanendo vivo e vivente. Quindi le sue cellule non si degradano, e il suo tempo non è tempo, perché il tempo per LUI è fermo. Esso nel nostro tempo, deve rimanere tale e quale al tempo in cui si è determinato. Ma certamente il tempo nostro potrebbe agire anche su un essere immortale, perché comunque sia, il nostro tempo determina una mutazione progressiva e una progressione della vita. Per un essere immortale che vive nel nostro tempo, il suo tempo “fisiologico” non scorre come per noi, ma per impedire che anche lo spazio tempo nostro possa anche se pur lentamente mutare la sua fisiologia, si mantiene in una dimensione diversa dalla nostra in uno spazio tempo nel quale il tempo non c'è. Per questo si dice che esso è sempre presente. Perché mentre per noi il tempo muta e si trasforma, per Lui il tempo rimane invariato, e ci osserva in ogni luogo, e da ogni luogo può intervenire.

Quindi noi possiamo divenire immortali solo nello spirito, il nostro corpo non può divenire immortale, per nostra volontà, può invece divenire risorto solo se Dio lo permette, che non si significa immortale, ma semplicemente che verrà riportato in vita, ma questo è un concetto che riguarda la fine dei tempi. Solo Dio può far divenire immortale un essere mortale. Per esempio Enock si sa che divenne immortale quando fu portato via da vivo, l'Immacolata lo stesso, è diventata immortale.


Eterno:
La parola eterno invece indica una condizione di tipo temporale che sta ad indicare, un tempo infinito, nel quale si svolge sia la mortalità degli esseri materiali, che quella degli esseri immortali.
Noi definiamo Eterno Colui che vive ed è vivente cioè Dio, il cui tempo è immutabile.


La morte:
è una condizione che prende solo gli esseri mortali, cioè che vivono nella mutazione dei tempo che è il nostro tempo. Solo le cose, e gli esseri viventi che vivono in esso, si trasformano e come nascono possono morire. Quel che esiste nel nostro spazio-tempo è praticamente tutto deperibili e trasformabile. Non esiste nulla che rimanga tale in eterno, tutto si trasforma, tutto cambia. Gli esseri viventi terrestri hanno un ciclo di vita, più o meno lungo, a seconda della specie, ma solo uno degli esseri viventi sul pianeta terra, possiede un anima immortale e sono gli esseri umani, mentre il corpo dell'uomo deperisce, causa non solo il peccato, ma anche l'evolversi e il mutare del tempo.


La mutazione del tempo può essere considerata un male?
No! E' stata così creata da Dio per consentire agli esseri di poter vivere in questo spazio tempo, e trascorre in modo continuativo la loro vita in esso perché ci sia un evolversi e una evoluzione in esso. Non centra nulla il peccato con l'evolversi del tempo, sono due cose completamente diverse, il male inteso come entità maligna, non pregiudica l'evolversi del tempo, e non agisce su di esso.


Dobbiamo distinguere morte e morte.
Infatti vi è una morte che porta alla morte delle cose, cioè alle cessazione della vita di queste, o meglio dire al loro cambiamento di stato, per esempio una stella si dice che muore quando la sua luce non c'è più e essa esplode o implode, quindi la stella muta si trasforma, ma questo non è un processo di natura maligna, ma semplicemente un processo naturale, che è giunto al suo compimento. Anche l'essere umano e gli animali e le piante seguono l'iter identico, solo che per gli esseri umani esiste una morte detta la morte dell'anima, è questa sulla quale può agire lo spirito del male, satana, ed è chiamata in apocalisse la seconda morte, nella quale l'anima non si può salvare più, cioè è dannata in eterno. Mentre il concetto della prima morte è quello legato alla semplice morte del corpo, dove esso ancora può risorgere, se Cristo lo vuole, mentre le anime interessante dalla seconda morte non risorgono più.


I santi sono importanti, ma Dio lo è di più.

L'uomo non si accontenta mai delle parole di Dio, e con il suo pensiero crede e pensa di dire meglio di Dio. Premessa, il te...