martedì 13 giugno 2017

Discussione con Cristo




11 giugno 2017 ore 16,20


Gesù Nostro Signore e Dio.


Oggi nel pomeriggio dopo le 16, mi sono recato in giardino dovevo fare dei lavori lasciati in sospeso da tempo e gli ultimi nubifragi avevano distrutto un po tutto, così di buona volontà ho dovuto fare.


Sono lì che faccio questi lavori, molto velocemente, dato che sono allergico alle piante, con il pensiero di non toccarle, perché poi le reazioni me le porto dietro per diversi giorni, quindi non pensavo proprio a nulla, ad un certo punto davo le spalle al sole, e m’è sembrato che qualcuno mi avesse toccato la spalla destra, mi giro, ma non vedo nulla, pensai ad un sensazione, qualche istante dopo di nuovo sento un tocco ben preciso, mi giro di scatto e vengo colpito da un bagliore intenso del sole, probabilmente ero distratto ed assorto in altri pensieri poco importanti, le solite preoccupazioni familiari, ma poi ritornai subito al lavoro, passano 15 minuti, di nuovo , sento una mano calda sulla spalla e sento una voce venire da dietro dire chiamandomi per nome, sulle prime mi sono irrigidito, perché si sa c’è anche il maligno che ti tira scherzetti vari, ma non sentivo nulla atipico nulla di maligno, so riconoscere molto bene i segni anche minimi dei demoni, anzi un amore e una profusione di gioia immensa, ma per essere preciso, chiesi chi sei? E la voce disse: “Io sono la via, la verità e la vita chi viene a me, avrà la vita eterna”. Superato l’iniziale preoccupazione, mi girai, vedo nel disco solare, un uomo molto più luminoso del sole stesso, quasi pareva come uno specchio, che si differenziava dalla luce bianca del sole, per un bianco ancora più abbagliante, diverso che emergeva dalla luce stessa, da come era posizionato sembrava seduto, non mi ero minimamente accorto che mi sono inginocchiato, pensavo nella mia testa di essere ancora in piedi, invece poi mi ritrovai inginocchiato. Mi dice “recita 12 Pater, come ti ho insegnato, ognuno per ogni apostolo”, così ho fatto, ma non mi ha dato un ordine, iniziai con Giovanni e terminai con Pietro, non so perché. Terminato questo mi fa una domanda, che in effetti non centrava nulla con gli apostoli: ” Pensi che io possa, parlare allo spirito dell’uomo?” la mia risposta fu istintiva ed immediata: “certamente che si , tu sei Dio, puoi far quello che vuoi, quando e come vuoi”, e il Signore: “E’ quello che feci con molti profeti sia prima che dopo gli apostoli. Parlavo loro sopratutto in spirito, ma poi l’uomo filtra e medita, e alle volte dice di suo, quel che Io non ho dettodopo un breve silenzio dice ancora ; “E alle volte mettevo nelle loro bocche la mia parola, come faccio e farò ancora.” aggiunse, “ Se l’uomo non mi resiste io parlo per lui, senza ch'egli se ne accorga, prendo il sopravvento in lui e in un istante, gli faccio dire la mia volontà, manifestandola innanzi agli uominiallora io dissi, “come quella volta con Pietro?” e il Signore: ” Sì, quando il Padre mio gli suggerì, chi, Io ero”, ma poi disse: “Non ascoltare l’uomo che pretende da te che tu sia bravo nello scrivere bene la tua lingua, a me, non interessano queste cose, gli uomini gelosi e con animi maligni, scrutano le parole per trovarne inciampo, si perdono in cose poco importanti; non scelgo la persona perché è un bravo scrittore, ma la scelgo per il suo animo buono”, “Ora dovrai continuare la mia via, come ti ho insegnato lungamente, anche se dovessi non sentirmi, non ti fermare figlio, il tempo avanza, io sarò sempre con tee io dissi solo di “Si”. Poi disse ancora:L’uomo ha limiti in se, per questo in ogni tempo Io e il Padre Mio mando uomini, per spiegare ciò che altri, non comprendevano, qualcuno è accettato, ma spesso sono rifiutati anche dalla buona chiesa, come se la mia opera fosse finita, quando invece è eterna ed infinita, i miei apostoli, non tutto dissero di me, per cui Io mando profeti, che parlino di Me, ma l’uomo li schiaccia e li uccide, è sordo alle mie parole“, nel mentre parlava mi venne alla mente un pensiero, mi chiedevo cosa significasse esattamente la parola Abbà, sapevo che il senso era babbino o papino e Lui mi disse: “ E’ un parola mal interpretata dall'uomo, dimenticata nel suo esatto senso, molto del passato è perso, Abbà è la lingua dei profeti, il senso esatto è “Mio dolce e tenerissimo Padre”. Terminò ricordandomi cosa mi disse un giorno la Sua S. Sma Madre: “ figlio, tu per noi sei molto prezioso, ti abbiamo voluto e fatto così, per uno scopo molto importante, tieni dritta la tua via, non possiamo perderti” Appena il Signore disse questo, all'improvviso mi venne voglia di scrive qualcosa su quel passo, il Signore se ne andò uniformandosi con la luce del sole, così come arrivò, silenziosamente, solo in quel momento mi accorsi che ero in ginocchio. 

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